Quando prendersi cura di qualcuno fa sentire in colpa - Il lato nascosto dell’assistenza

Quando prendersi cura di qualcuno fa sentire in colpa - Il lato nascosto dell’assistenza

Prendersi cura di una persona anziana o fragile nasce spesso dall’amore, dal senso di responsabilità o dal desiderio di restituire ciò che si è ricevuto. Eppure, accanto a questi sentimenti, può comparire un’emozione che molti caregiver faticano ad ammettere: il senso di colpa.

Ci si sente in colpa quando si perde la pazienza, quando si è stanchi, quando si desidera anche solo qualche ora per sé. A volte il senso di colpa nasce perché si pensa di non fare abbastanza, altre volte perché si teme di non essere all’altezza della situazione.

Queste sensazioni sono molto più comuni di quanto si immagini.


Perché il caregiver si sente in colpa

Assistere una persona fragile significa affrontare responsabilità continue, decisioni difficili e cambiamenti nella propria vita personale. Il senso di colpa nasce spesso da aspettative molto alte verso se stessi.

Molti caregiver pensano di dover essere sempre disponibili, sempre pazienti e sempre forti. Quando questo non accade, interpretano la stanchezza o la frustrazione come un fallimento personale.

In realtà, queste emozioni sono una risposta naturale a una situazione complessa e impegnativa.


Il peso delle aspettative

Chi si prende cura di un familiare o di una persona assistita tende a mettere i propri bisogni in secondo piano. Con il tempo, però, questo può generare stress emotivo, affaticamento e senso di solitudine.

Il caregiver può iniziare a pensare:

- “Se mi fermo, sto abbandonando chi assisto.”

- “Se mi arrabbio, significa che non sono abbastanza forte.”

- “Se chiedo aiuto, sto fallendo.”

Questi pensieri aumentano la pressione emotiva e rendono l’assistenza ancora più difficile.


Riconoscere il senso di colpa è il primo passo

Accettare di provare emozioni contrastanti non significa essere meno attenti o meno affettuosi. Significa riconoscere che l’assistenza è un percorso impegnativo che coinvolge profondamente anche chi si prende cura.

Il senso di colpa diventa problematico quando porta a trascurare completamente se stessi o a vivere l’assistenza come un peso insostenibile.

Riconoscere queste emozioni permette di affrontarle con maggiore consapevolezza.


Piccoli strumenti per gestire il senso di colpa

Accetta che non puoi fare tutto

Nessun caregiver è perfetto. L’assistenza non richiede perfezione, ma presenza e continuità.


Concediti momenti di pausa

Anche brevi momenti per sé aiutano a recuperare energie e lucidità. Prendersi cura di sé non significa trascurare l’altro, ma preservare la propria capacità di assistere.


Parla delle tue emozioni

Condividere pensieri e difficoltà con familiari, amici o professionisti aiuta a ridurre il senso di isolamento.


Ricorda ciò che stai facendo

Ogni gesto di assistenza ha valore. Spesso i caregiver tendono a concentrarsi su ciò che non riescono a fare, dimenticando tutto ciò che fanno ogni giorno.


Prendersi cura di qualcuno senza dimenticare se stessi

L’assistenza è un equilibrio delicato tra attenzione verso l’altro e rispetto dei propri limiti. Accettare di essere stanchi, preoccupati o insicuri non rende un caregiver meno presente. Al contrario, aiuta a rendere l’assistenza più sostenibile nel tempo.

Chi si prende cura di qualcuno merita supporto, comprensione e strumenti che rendano questo percorso meno solitario.

Prendersi cura di qualcuno significa anche monitorare i piccoli segnali importanti per la salute.
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ogni gesto conta. Anche il tuo.

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